Perché il Marché des Enfants Rouges, il più antico mercato coperto di Parigi distrutto dalle fiamme, era un patrimonio unico
Fondato nel 1615, era diventato una meta gastronomica internazionale. Fortunatamente, c'è l'intenzione di ricorstruirlo.

Nella notte tra l’11 e il 12 ottobre, un incendio di origine ancora ignota ha distrutto il Marché des Enfants Rouges, il più antico mercato coperto di Parigi, situato nel quartiere storico del Marais, nel terzo arrondissement. Non ci sono stati feriti e le fiamme non si sono diffuse agli edifici vicini, ma hanno provocato il crollo di parte della struttura metallica e distrutto la ventina di banchi gastronomici al suo interno. Si sono salvato solo i portali e i negozi affacciati sulla strada. Come ha scritto su X Ariel Weil, sindaco di Paris Centre (gli arrondissement 1, 2, 3 e 4): «Incendio domato, ma mercato completamente devastato».
Per la città è la perdita di un simbolo, ma per chi ci lavorava, il mercato era anche il risultato di anni dedicati a costruire il proprio progetto di vita. «Sono qui da vent’anni, è tutta la mia vita professionale che crolla», ha raccontato a Le Parisien Julienne Ngaleu, proprietaria del ristorante Corossol. Originaria del Camerun, proponeva una cucina che intrecciava sapori africani e antillani: anche attraverso persone come lei il mercato aveva continuato a cambiare, accogliendo nuove abitudini e tradizioni gastronomiche.
Quattro secoli di vita nel Marais
Il mercato era nato nel 1615, sotto Luigi XIII, con il nome di Petit Marché du Marais. Il nome con cui sarebbe diventato conosciuto lo deve ai bambini di un vicino orfanotrofio, riconoscibili per gli abiti rossi. Nel 1772, alla chiusura dell’istituto, furono trasferiti sull’île de la Cité; alla fine del Settecento il mercato ne raccolse il nome, conservandone il ricordo nel quartiere. Nel tempo fu ampliato e modificato: oltre alle bancarelle, ospitò un pozzo e una stalla che forniva latte fresco al quartiere. Nel 1912 fu acquistato dal Comune e nel 1982 venne iscritto tra i monumenti storici, ma già negli anni Novanta chiuse per il suo stato di degrado e si valutò un progetto che prevedeva di demolirlo per realizzare un parcheggio. Commercianti e residenti si mobilitarono, accampandosi davanti al mercato per impedirne la scomparsa: tra loro c’era il regista Bertrand Tavernier, che abitava nel quartiere. Anche Pierre Aidenbaum, eletto sindaco del terzo arrondissement nel 1995, aveva promesso di salvarlo. La mobilitazione ottenne la conservazione del mercato e un restauro durato sei anni.
Da mercato di quartiere a meta internazionale
Riaprì nel 2000 e, negli anni successivi, assunse una forma comune a tanti mercati coperti europei: ai banchi di prodotti freschi si affiancarono ristoranti e attività di cucina locale e internazionale, con tavoli per mangiare all’interno della struttura storica. Inai Taeko, arrivata nel 2006, aveva scelto il mercato proprio per la possibilità di cucinare e servire pasti tra i banchi alimentari. In un reportage realizzato dal Comune prima dell’incendio, le cui fotografie di cuochi sorridenti al lavoro mettono oggi tristezza, spiegava che «I mercati coperti dove si può mangiare non sono molto comuni a Parigi. Ricordano di più i mercati gastronomici di lusso che si trovano in Spagna o in Thailandia. Ed è proprio questo che mi ha attratto quando mi sono trasferita qui». Al suo banco proponeva una cucina semplice, simile a quella preparata nelle case giapponesi. Per Lucien, invece, aprire un’attività significava tornare nel mercato dove andava da bambino con i genitori. Abitante del quartiere, aveva inaugurato la crêperie Chez Lulu nel febbraio 2025. Nel reportage racconta: «La nostra clientela è composta da residenti e persone che lavorano nel quartiere, ma soprattutto da turisti: accogliamo persone da tutto il mondo»
Negli ultimi anni il Marché des Enfants Rouges era infatti diventato una meta turistica sempre più gettonata, raccontata sui social e dai food influencer; proprio quest’anno la rivista americana Food & Wine lo aveva decretato il quinto migliore mercato gastronomico del mondo. Ma il mercato attraeva sguardi già molto tempo prima: a inizio Novecento fu ritratto dal pittore Frédéric Houbron in acquerelli oggi conservati al Musée Carnavalet, e nel 1898 fu immortalato da Eugène Atget, fotografo noto per aver documentato le vie e i negozi di una Parigi ormai sparita in nome delle profonde trasformazioni urbane che le hanno dato la forma che ha oggi. Il Marché des Enfants Rouges era sopravvissuto a quelle trasformazioni, al degrado e a un progetto di demolizione, fino al rogo di pochi giorni fa.
Ma non tutto è perduto: il 14 ottobre la Fondation du patrimoine ha aperto una raccolta fondi per ricostruirlo, sostenuta dal Comune, che ha annunciato anche il proprio aiuto ai commercianti per consentire la ripresa delle attività. Dopo il restauro degli anni Novanta, il mercato aveva impiegato anni a costruire l’equilibrio tra spesa quotidiana, ristorazione e turismo che lo aveva reso conosciuto; il suo futuro dipenderà anche dalla possibilità, per chi lo faceva vivere, di tornare a lavorarci.



