Pedonalizzare le vie dello shopping le renderà più ricche, dice il sindaco di Londra

Per questo sta succedendo a Oxford Street, la più frequentata d'Europa, con l'appoggio di diversi commercianti.

People pass along Oxford Street on September 29, 2026 in London, England. (Photo by Carl Court/Getty Images)

Giusto in tempo per lo shopping natalizio, la principale via commerciale di Londra, nonché la più frequentata d'Europa e una delle più celebri del mondo, ha chiuso ad auto, taxi, autobus e biciclette. Dopo decenni di tentativi bloccati, il 26 ottobre Oxford Street è diventata pedonale per un tratto di quasi un chilometro, tra Orchard Street e Great Portland Street, seguendo l’esempio di tante altre arterie commerciali nel mondo. I lavori sullo spazio pubblico dovrebbero essere completati entro la primavera del 2027, ma si tratta solo del primo passo: l’obiettivo è chiudere al traffico l’intera via.

Per il sindaco Sadiq Khan è «un evento davvero epocale per la capitale», che «contribuirà a costruire una Londra migliore, più verde e più prospera per tutti». Se possono sembrare solo parole altisonanti, vale la pena ricordare che le politiche del sindaco, soprattutto la tassa sui veicoli inquinanti ULEZ introdotta nel 2019, hanno ridotto in cinque anni l’inquinamento di biossido di azoto del 54% nel centro città e quello da polveri sottili del 28% in tutta la metropoli.

Invertire il «declino gestito» della via

Secondo Khan, negli ultimi vent’anni Oxford Street ha attraversato «un declino gestito», mentre i commercianti si trovavano ad affrontare «una maggiore concorrenza da parte del commercio online». Ora, ha detto, «abbiamo una scelta. Continuiamo a permettere che questa via deperisca oppure riconosciamo il ruolo che essa riveste». Oltre a ridurre il traffico e l’inquinamento, la pedonalizzazione punta quindi a sostenere le attività commerciali. Un primo esperimento sulla stessa Oxford Street aveva dato segnali incoraggianti: durante la giornata senza auto del 21 settembre 2025, il passaggio di persone era aumentato del 45 per cento rispetto alla domenica precedente.

Oxford Street registra già una spesa annua di oltre tre miliardi di sterline e circa cinquecentomila visitatori al giorno ma, secondo le stime dell’unità economica del municipio, la pedonalizzazione potrebbe aggiungere fino a 82 milioni di sterline all’anno all’economia locale e sostenere oltre settecento posti di lavoro aggiuntivi. Anche per questo, grandi negozi come Selfridges e Ikea hanno accolto favorevolmente il cambiamento. Condivide queste aspettative Dan Parr, vicepresidente senior di CACI, società che analizza i comportamenti dei consumatori, che ha poi dichiarato alla BBC che «Si tratta di riqualificare Oxford Street per creare un luogo che diventi una vera e propria meta turistica». Sono parole che possono evocare overtourism e gentrificazione, ma Oxford Street vive di turismo da decenni, ed era stata “gentrificata” già nel Settecento, quando vi si moltiplicavano piccoli negozi frequentati dagli abitanti benestanti di Mayfair e Marylebone, ben prima di diventare, negli anni Sessanta, un luogo simbolo della Swinging London, accrescendo ulteriormente una fama ormai internazionale.

Le tante strade commerciali diventate pedonali

Oxford Street segue così una trasformazione che altre città hanno avviato da decenni, partendo dall’apripista Strøget, a Copenaghen, diventata pedonale nel 1962. Nel 1972, in occasione delle Olimpiadi, Monaco trasformò Kaufingerstraße e Neuhauser Straße; negli anni Settanta seguirono Preciados e Calle del Carmen a Madrid e via Garibaldi a Torino, l’antico decumano romano. Negli anni Ottanta fu pedonalizzata rue Sainte-Catherine a Bordeaux e nei Novanta parte di via Toledo a Napoli e via Dante a Milano, diventata una passeggiata commerciale tra Cordusio e il Castello Sforzesco. Il processo è proseguito nel nuovo millennio: Calle Larios a Málaga nel 2002, via de’ Tornabuoni a Firenze nel 2011, Mariahilfer Straße a Vienna nel 2015 e un tratto di via Maqueda a Palermo, ufficialmente area pedonale nel 2020. E poi c’è Times Square: nel 2009 New York avviò una sperimentazione chiudendo alcuni tratti di Broadway al traffico e introducendo tavolini, sedie e arredi. Nel 2010 l’intervento divenne permanente: la valutazione aveva rilevato un aumento dell’11 per cento dei passaggi pedonali, una riduzione dell’80 per cento delle persone costrette a camminare sulla carreggiata, mentre i feriti tra i pedoni erano diminuiti del 35 per cento e quelli tra automobilisti del 63 per cento. 

Come pedonalizzare una strada trafficata

Come si chiude al traffico una via del centro di Londra? La trasformazione di Oxford Street aveva messo in difficoltà le amministrazioni londinesi per anni. Il progetto sostenuto da Khan si era fermato nel 2018, quando il consiglio di Westminster aveva ritirato il proprio appoggio. Per superare lo stallo, il sindaco ha promosso la creazione della Oxford Street Development Corporation, un ente incaricato della trasformazione della via. Nato il 1° gennaio 2026, ha assunto competenze urbanistiche prima esercitate dai consigli di Westminster e Camden. La scelta ha suscitato accuse di antidemocraticità, e il leader conservatore di Westminster ha accusato Khan di «imbrogliare il sistema»; il sindaco ha invece sostenuto che l’opposizione locale non potesse continuare a bloccare la trasformazione della principale via commerciale del Regno Unito.

L’intervento ha un costo stimato di 150 milioni di sterline, che la società di sviluppo intende finanziare attraverso pubblicità, sponsorizzazioni, contributi filantropici e prestiti. Per ora la chiusura è affidata soprattutto a paletti e barriere antiveicolo, che possono abbassarsi per fare passare i mezzi di emergenza e, solo durante la notte, i veicoli per le consegne. Restano inoltre alcuni attraversamenti veicolari nord-sud per garantire i collegamenti trasversali. Gli autobus sono stati deviati nelle strade vicine; la sera prima della chiusura, un gruppo di appassionati di trasporti si è radunato per salire sull’ultimo autobus che avrebbe percorso la via: il 98 delle 19:55. Nuove fermate sono state installate entro duecento metri dall’area pedonale, mentre le postazioni dei taxi sono a circa cento metri, per garantire la fruibilità a chi ha mobilità ridotta. 

In collegamento con BBC Radio, Khan ha rassicurato che «stiamo collaborando con entrambi i consigli comunali, Camden e Westminster, con le imprese, con i commercianti, con le associazioni per i disabili e con Transport for London», aggiungendo che «Continueremo a sperimentare e ad apprendere, perfezionando i nostri piani per garantire che tutti possano godersi questa strada».

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