Le stazioni ferroviarie italiane stanno diventando sempre più inclusive

Anni di interventi per abbattere le barriere architettoniche hanno portato a 678 le stazioni italiane accessibili, nelle quali transita l’81% dei viaggiatori.

A view of the central train station in Milan, as the connections between Paris and Milan resumed on April 1, 2025.
Le stazioni ferroviarie italiane accessibili per persone con disabilità o mobilità ridotta, 457 delle quali in completa autonomia.
678
Il finanziamento stanziato per il triennio 2023-2025 per gli interventi volti a migliorare l’accessibilità nelle stazioni italiane; per il 2026 sono stati stanziati altri 260 milioni di euro.
822 mln €
La quota di viaggiatori italiani che transita in stazioni accessibili nel 2026.
81%
Il numero di Sale Blu, centri che coordinano l’assistenza per le persone con disabilità o mobilità ridotta, distribuite nelle principali stazioni italiane, alle quali si aggiunge l’ufficio Sala Blu Nazionale.
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Contenuto realizzato in collaborazione con Gruppo FS Italiane

Da diversi anni diversi Stati in Europa stanno promuovendo sempre di più il trasporto su treno su base continentale e nazionale. Per questo, spesso, si parla di costruzioni di nuove linee e di nuovi convogli, soprattutto per l’alta velocità. Si parla meno, in queste discussioni, delle stazioni, infrastrutture altrettanto fondamentali. Raggiungere il binario è parte del viaggio, e le stazioni stanno subendo miglioramenti cruciali. A inizio ottobre si è tenuto il FIABADAY promosso da FIABA ETS, il Fondo Italiano per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche, per parlare di accessibilità delle stazioni italiane. Secondo i dati diffusi da Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo FS Italiane, le stazioni accessibili quest’anno sono salite a 678. 

Quando una stazione è accessibile?

Una stazione è accessibile quando permette a chi ha disabilità o mobilità ridotta di fruire dei servizi e salire sul treno: in pratica, quando permette di superare barriere architettoniche come gradini, dislivello tra banchina e treno o informazioni comunicate visivamente. Delle 678 annunciate da RFI, 457 sono accessibili in completa autonomia, mentre nelle altre l’accessibilità è garantita da un servizio di assistenza. Nel complesso, le stazioni accessibili rappresentano circa il 32 per cento della rete, ma sono quelle attraversate dall’81 per cento dei viaggiatori. 

Per il triennio 2023–2025 RFI aveva programmato lavori nelle stazioni destinati all’accessibilità per 822 milioni di euro; al FIABADAY del 2025 aveva poi annunciato interventi in altre 42 stazioni previsti per il 2026, con risorse stanziate per 260 milioni. Gli interventi finanziati riguardano le diverse fasi del viaggio, dall’ingresso in stazione all’accesso al treno, passando per l’acquisto del biglietto, l’orientamento e il raggiungimento del binario: comprendono quindi ascensori, rampe, percorsi senza gradini, mappe e pavimentazioni tattili, monitor e diffusori sonori per gli annunci, l’adeguamento degli sportelli di biglietteria e dei servizi igienici e l’innalzamento dei marciapiedi da 25 a 55 centimetri, per ridurre il dislivello con i treni e aumentare l’autonomia delle persone su sedia a rotelle.

L’Universal Design

Queste soluzioni richiamano l’ideale di Universal Design, termine internazionale che definisce la progettazione di ambienti e prodotti utilizzabili a priori dal maggior numero possibile di persone. Il concetto, coniato nel 1985 dall’architetto Ronald L. Mace della North Carolina State University, considera la varietà delle capacità, delle età e delle condizioni fisiche una componente ordinaria del progetto, unendovi la ricerca estetica, e raccogliendo sette principi: uso equo, flessibilità, semplicità e intuitività, riconoscibilità delle informazioni, tolleranza all’errore, minimo sforzo fisico e spazi adeguati all’accesso e all’utilizzo. Per esempio, una rampa di accesso a un marciapiede serve a chi si muove su una sedia a ruote, ma anche a chi spinge un passeggino o trascina una valigia. Ma queste soluzioni vanno ben oltre l’architettura: riguardano anche l’arredo, come i piani cucina ad altezza regolabile, e i media, come i sottotitoli.

Abbattere le barriere architettoniche, sia fisiche che culturali

Nelle ferrovie, applicare questo approccio significa lavorare su edifici e impianti costruiti in epoche diverse. Se tutte le nuove stazioni vengono realizzate rispettando le norme nazionali ed europee, quelle esistenti richiedono adeguamenti che devono confrontarsi con le caratteristiche degli spazi. Dal 2011 RFI ha assunto il ruolo di station manager anche per l’organizzazione dei servizi di assistenza, affiancando agli interventi infrastrutturali il confronto con associazioni di persone con disabilità; in questo percorso rientrano il sostegno al FIABADAY e la condivisione della missione di FIABA: «Promuovere, a livello nazionale, la sensibilizzazione sull’abbattimento delle barriere architettoniche fisiche e culturali, creando le condizioni affinché in futuro tutte le persone possano muoversi ovunque liberamente e in autonomia».

Gli interventi architettonici sono solo una parte del percorso per rendere le stazioni più inclusive: a questi si affianca il servizio di assistenza, oggi disponibile in oltre 380 stazioni e coordinato dalle 16 Sale Blu. Questi centri organizzano gratuitamente l’accoglienza, l’accompagnamento al treno e nelle coincidenze, l’aiuto per salire e scendere con rampe o carrelli elevatori ed eventualmente il trasporto di un bagaglio. Le Sale Blu si trovano nelle 15 principali stazioni, alle quali si aggiunge l’ufficio Sala Blu Nazionale, e sono aperte tutti i giorni dalle 6:45 alle 21:30 per fornire informazioni e prenotare l’assistenza, che può essere erogata nelle stazioni del circuito ventiquattr’ore su ventiquattro. Se una stazione è accessibile o meno lo si può capire dal sito di RFI, dove ci sono informazioni anche sullo stato di funzionamento di rampe e ascensori, con indicazioni sui tempi di ripristino. 

L’assistenza nelle stazioni passa dai territori

La pianificazione dell’assistenza riguarda infine anche il rapporto tra le stazioni e i territori che servono, e proprio su questo fronte è arrivato un riconoscimento internazionale: a settembre, all’ultima edizione di InnoTrans a Berlino, la principale fiera internazionale delle tecnologie per il trasporto ferroviario, RFI ha ricevuto un UIC Sustainability Impact Award 2026 nella categoria “Accessibility, Diversity and Inclusion” per una metodologia sviluppata attraverso la piattaforma di Location Intelligence MobiLAND. Il sistema incrocia dati sul contesto territoriale, sull’offerta commerciale ferroviaria, sui collegamenti con altri mezzi e sulla possibilità di raggiungere scuole, luoghi di lavoro, strutture sanitarie e destinazioni turistiche, per individuare dove è prioritario ampliare i servizi di assistenza.

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